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Un quarantenne è stato trasferito in carcere a Roma con le accuse di prostituzione minorile, adescamento e detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, con le contravvenzioni aggravate dalla minore età delle vittime (sotto i 16 anni). L’arresto è stato eseguito dai Carabinieri in attuazione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP capitolino su richiesta della Procura.

Nel corso dell’operazione, i militari del Nucleo Investigativo di via In Selci hanno condotto otto perquisizioni, rivolte sia nei confronti di soggetti indagati a piede libero, sia nelle abitazioni delle giovani coinvolte, in larga parte di nazionalità italiana.

Le verifiche erano scattate nel 2024 a seguito della segnalazione dei genitori di una quattordicenne, insospettiti da alcune immagini scoperte sullo smartphone della figlia. L’ispezione del dispositivo ha fatto emergere diverse conversazioni su piattaforme di messaggistica — tra cui Telegram, WhatsApp e Signal — intrattenute con un profilo denominato “Sugar Daddy”.

L’analisi dei supporti digitali sequestrati e le testimonianze delle vittime, raccolte anche in forma protetta, hanno permesso agli investigatori di ricostruire un sistema di adescamento andato avanti dal 2015 al 2025. L’uomo, facendo leva su regali, somme di denaro e promesse d’aiuto economico, guadagnava la fiducia delle giovani per poi richiedere prestazioni sessuali o la condivisione di scatti e filmati espliciti autoprodotti.


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