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Ai Musei Capitolini -Palazzo Caffarelli, Sale al terzo piano Palazzo Caffarelli, Piazzale Caffarelli,fino al 24 settembre 2023 in esposizione 1800 opere che illustrano i caratteri e le trasformazioni della società romana dal V secolo alla metà del I secolo a.C.. La mostra costituisce il secondo capitolo – a seguito di quello della mostra La Roma dei Re, del grande ciclo Il Racconto dell’Archeologia. Un progetto promosso dalla Sovrintendenza Capitolina basato principalmente su materiali e contesti pertinenti alle collezioni comunali conservate nei magazzini e nei musei civici.

La mostra, allestita nelle sale di Palazzo Caffarelli, illustra, una serie di temi e contesti archeologici. I caratteri e le trasformazioni della società romana nel corso di ben cinque secoli, dal V alla metà del I secolo a.C.

Si tratta di circa 1800 opere, manufatti in bronzo, pietra locale, in rari casi marmo, soprattutto terracotta. Che formano il percorso espositivo basato su un lungo e complesso lavoro in cui si intrecciano metodi di indagine tradizionali e tecniche innovative di ricostruzione. Elemento di notevole impatto è il colore, restituito come proposta fondata sull’analisi delle terrecotte. Che un’attenta opera di ricomposizione consente di attribuire ad articolati moduli decorativi.

La quasi totalità delle opere in mostra non è solitamente esposta al pubblico e in molto casi si tratta di oggetti finora conservati nelle casse dell’Antiquarium, per la prima volta restaurati ed esposti.

Grande spazio è dedicato al tema della religiosità, narrata grazie al confronto tra devozione popolare e decorazione templare. La prima si esprime nei depositi votivi, dove centrale è l’offerta e il dedicante è anonimo. All’opposto si pone la religione come atto e momento pubblico, espresso dai templi di Tempio di Giove Ottimo Massimo e dell’area sacra di Largo Argentina.

Le forme artistiche del periodo si esprimono principalmente attraverso la terracotta, che raggiunge il massimo livello nelle straordinarie statue da via Latina.

Attenzione è anche data all’organizzazione delle infrastrutture cittadine e agli aspetti abitativi. Mentre l’autocelebrazione dell’aristocrazia e delle famiglie emergenti viene proposta nei monumenti funerari.
Gli aspetti della produzione artigianale sono infine un punto di vista privilegiato per seguire lo sviluppo dei sistemi di produzione. Limitati a un ambito locale e regionale nel V e IV secolo, sul finire del III assumono forme standardizzate a più vasta diffusione.


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