È stata una mattinata ad alta tensione negli istituti superiori della Capitale, segnata da una serie di occupazioni studentesche e dall’intervento della Polizia al liceo “Giordano Bruno”. Presso lo storico istituto, gli agenti della Digos sono intervenuti su segnalazione della dirigenza scolastica a seguito del tentativo di presa dell’edificio da parte di un gruppo di giovani.
L’operazione delle forze dell’ordine, che secondo fonti della Questura è scattata per la presenza di ragazzi con il volto coperto e muniti di catene, ha portato all’identificazione e all’accompagnamento in commissariato di sette giovani esterni alla scuola, successivamente riaffidati alle famiglie, oltre al controllo di altri cinque studenti all’esterno del perimetro scolastico. L’episodio ha suscitato immediate reazioni politiche e sindacali: la Rete degli Studenti Medi e la deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Elisabetta Piccolotti, hanno denunciato quella che definiscono una risposta sproporzionata e repressiva, preannunciando interrogazioni parlamentari, mentre la FLC CGIL romana ha espresso forte preoccupazione per i recenti controlli sugli studenti.
Le proteste hanno coinvolto simultaneamente diversi altri plessi romani, tra cui il liceo “Tasso”, l’artistico di via Ripetta, l’Argan, il “Margherita di Savoia” e il “Piaget”. Al centro delle rivendicazioni studentesche vi sono le precarie condizioni strutturali degli edifici, la carenza di dialogo con le dirigenze scolastiche, i tagli alle risorse per la scuola pubblica e le critiche ai recenti provvedimenti di sicurezza. Sul tema è intervenuto anche il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, ribadendo che, pur nel rispetto delle manifestazioni pacifiche, il confronto istituzionale deve prioritariamente svolgersi attraverso gli organi di rappresentanza come le Consulte studentesche.














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