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La scia degli incidenti mortali nei luoghi di lavoro continua a colpire Roma. Dopo il dramma dell’operaio ventiduenne precipitato al Colosseo, due nuove vittime si sono registrate nel giro di pochissime ore nella periferia est della città, a Settecamini.

La prima tragedia è avvenuta di notte nel deposito di smistamento Amazon, dove un magazziniere di soli 25 anni è deceduto, presumibilmente per un malore improvviso. Inutili i soccorsi chiamati dai colleghi intorno alle due. L’azienda si è detta addolorata, esprimendo vicinanza alla famiglia e totale disponibilità verso le autorità. Poco dopo, in un’officina di via Rocca di Cave, un meccanico di cinquant’anni ha perso la vita a causa dell’esplosione delle sospensioni pneumatiche di un camion.

Gli episodi hanno scatenato immediate reazioni. Il sindacato Ugl propone una banca dati nazionale unica per monitorare la sicurezza, mentre dalla Regione Lazio si chiede di fare chiarezza e di valutare il divieto dei turni di notte. Esponenti politici e sigle come Fit Cisl e Uiltrasporti chiedono risposte certe, con Rifondazione Comunista che torna a sollecitare l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro.

Nel frattempo arriva un primo verdetto sul caso del diciottenne Pierpaolo Bodini, schiacciato da un macchinario agricolo a Brembio nel giugno 2024: il titolare sessantenne dell’azienda è stato condannato a due anni di carcere per mancanza di formazione e dei dispositivi di sicurezza necessari.


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