Tiziana Sallusti, preside del Liceo Classico Terenzio Mamiani di Roma, ha chiesto il risarcimento di danni riportati alla scuola durante il periodo di occupazione della stessa (8/11-18/11). Il Mamiani è stato uno dei primi Liceo della Capitale a scegliere, lo scorso autunno, di occupare il suolo scolastico con una protesta record di 10 giorni.
Sospensioni e risarcimenti: parla uno studente del Mamiani
Ha parlato uno studente della scuola che si è autodenunciato, sotto esplicita richiesta della dirigente, come parte attiva dell’occupazione della scuola: “Poi ha fatto un secondo giro di colloqui nel quale ha distinto tra occupanti attivi e passivi, quindi tra chi ha organizzato e partecipato volontariamente alla protesta e chi invece, secondo lei, l’aveva subita. In questo modo le sanzioni sono state molto differenti: quasi tutti gli iscritti del biennio hanno avuto solo due giorni di sospensione, uno dei quali senza obbligo di frequenza. Mentre in moltissimi del triennio hanno ricevuto quattro giorni, con un ristrettissimo gruppo di studenti ai quali la sospensione è di due giorni senza obbligo di frequenza. E’ il livello più grave”. La stessa preside avrebbe poi chiesto alle 250 famiglie, pari al numero di coloro che hanno ammesso la loro partecipazione, un rimborso totale di 10.000 euro: “La presidenza ha scelto di inserire tra i danni causati dall’occupazione anche alcune porte già rotte in precedenza o la scalfittura di una lastra di marmo nell’atrio della scuola che si trova a oltre 3 metri d’altezza, irraggiungibile per qualsiasi studente. Il costo più alto, circa 2.500 euro, è stato per far ridipingere il muro della palestra sul quale avevamo fatto un murale con scritto ‘Mamiani in lotta’. Non era una scritta vandalica, abbiamo abbellito un muro grigio“ – continua lo studente. Gli studenti e alcune famiglie hanno inoltre lamentato quella che parrebbe essere una “ripicca” da parte di Sallusti che ha deciso, infatti, di sospendere tutti i viaggi d’istruzione previsti per l’anno scolastico in corso: “Capiamo e accettiamo le sospensioni, perché previste dal regolamento. Ma perché non farci fare queste gite, che rappresentano anche un’occasione culturale oltre che di svago per noi studenti”.














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