Non ci sarà una nuova valutazione sulla capacità mentale di Francis Kaufmann, il cittadino statunitense a processo con l’accusa di essere il responsabile del duplice omicidio consumatosi a Villa Pamphili nel giugno del 2025. La prima Corte d’Assise di Roma ha reso nota la propria decisione respingendo l’istanza avanzata dai legali dell’imputato, giudicando insussistenti gli elementi necessari per disporre un ulteriore accertamento sulla sua capacità processuale.
A sostegno del verdetto, i giudici hanno evidenziato come l’imputato sia sottoposto a un costante monitoraggio da parte degli specialisti del Dipartimento di salute mentale. Le verifiche prevedono visite e colloqui condotti direttamente in lingua inglese con cadenza quasi quotidiana, garantendo un controllo continuativo delle sue condizioni. Di conseguenza, la magistratura ha bollato come priva di fondamento la richiesta di un nuovo esame sulla capacità di intendere e di volere, escludendo l’esistenza di dati oggettivi che possano mettere in discussione la sua imputabilità al momento del reato.
Con il rigetto dell’istanza difensiva, il procedimento giudiziario procede verso le battute conclusive. Il calendario fissato dal tribunale previde la requisitoria del pubblico ministero per il 26 ottobre, mentre la pronuncia della sentenza finale è programmata per il prossimo 5 novembre.














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