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“La vera ricostruzione è iniziata da tre anni”. Lo afferma Giorgio Cortellesi, sindaco di Amatrice dall’ottobre 2021, alla vigilia del decimo anniversario del terremoto che nel 2016 sconvolse il Centro Italia. Domani la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sarà in visita nel borgo della provincia di Rieti.

Secondo Cortellesi, ad accelerare la ricostruzione è stato il governo guidato da Meloni. “Se in tre anni siamo riusciti a ricostruire il 30-40 per cento – sottolinea il sindaco – è anche grazie a lei e al lavoro che è stato portato avanti”. Cortellesi ricorda inoltre l’impegno assunto da Meloni fin dal discorso di insediamento sul ripopolamento delle zone più colpite e definisce la sua presenza ad Amatrice “non soltanto un atto simbolico”, ma “il segno della vicinanza del governo”, dimostrata attraverso “atti e scelte concrete”.

Sul 40% delle opere completate, tra ricostruzione pubblica e privata, si sofferma anche il commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli. “In questi tre anni complicati lo Stato italiano ha messo a disposizione per la ricostruzione pubblica qualcosa come 4,3 miliardi. Abbiamo recuperato ritardi e superato ostacoli. La ricostruzione cresce in modo costante e strutturale”, afferma.

Restano tuttavia significative le criticità sul fronte dell’emergenza abitativa. I nuclei familiari ancora assistiti sono 8.759 e meno del 20% degli oltre 40mila sfollati del 2016 è rientrato nella propria abitazione, sottolinea Sonia Santarelli, presidente del Comitato 3.36, che prenderà parte alla cerimonia in ricordo delle vittime. “L’attenzione governativa è necessaria per accelerare i tempi, in modo da far rientrare nelle case le famiglie. Non è possibile vivere nelle strutture d’emergenza dopo 10 anni”, osserva.

“La ricostruzione nel Centro Italia è una delle più difficili tra quelle affrontate dal nostro Paese, per vastità e complessità delle aree colpite”, afferma Giovanni Legnini, ex commissario straordinario al sisma 2016, annunciando la sua partecipazione alla cerimonia di Amatrice. Le norme e le risorse finanziarie messe in campo tra il 2020 e il 2022, aggiunge, “consentirono di avviare un percorso virtuoso, ma molto difficile”, segnato anche dal Covid e dall’aumento dei prezzi dell’edilizia. “C’è ancora molta strada da fare, soprattutto nei comuni più duramente colpiti da quelle eccezionali catastrofi”, conclude Legnini.


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