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La Procura di Roma contesta a Valter Lavitola anche il reato di strage in relazione all’attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci, avvenuto nell’ottobre scorso. Secondo il decreto di perquisizione emesso il 4 luglio dalla Direzione Distrettuale Antimafia, Lavitola sarebbe il mandante dell’attacco.

L’accusa sostiene che avrebbe incaricato Gomes Clesio Tavares, un cittadino camerunense di 47 anni ritenuto intermediario, di trovare persone capaci di procurarsi dell’esplosivo e farlo detonare davanti all’abitazione di Ranucci. Inoltre, i magistrati affermano che il 16 settembre, circa un mese prima dell’attentato, Lavitola e Tavares avrebbero effettuato un sopralluogo nei pressi della casa del giornalista.

Si tratta delle contestazioni formulate dalla Procura nell’ambito delle indagini e non di una condanna: le accuse dovranno essere valutate nel corso del procedimento giudiziario.


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