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Pietro Orlandi torna a parlare a Verissimo per la vicenda riguardante la sorella Emanuela, concentrandosi sulle ultime novità legate agli scavi sotto la Casa del Jazz, lì dove potrebbero essere nascosti i resti della ragazza:

“La Casa del Jazz è stata confiscata a Nicoletti: era una grande villa, che era sotto la gestione del vicariato di Roma del cardinal Poletti. A un certo punto il cardinal Poletti la vendette a Nicoletti che era il cassiere della banda della Magliana. La cosa insolita che uscì è che lui la vendette per un miliardo di lire, mentre il valore della villa era di circa ventisette miliardi di lire. Adesso si cercano in questa villa i resti del magistrato Adinolfi e dicono che potrebbero esserci i corpi di altre persone. La villa fu venduta dopo il 23 giugno 1983: quindi se si dovessero trovare i resti di Emanuela là sotto ed Emanuela fosse morta il giorno stesso, la villa stava sotto la gestione del vicariato di Roma e dunque di Poletti”.

Orlandi ha poi continuato: “Incontrai vicino a Como una persona legata alla ‘ndrangheta e mi disse che Emanuela era morta il giorno stesso perché glielo aveva detto il suo amico Enrico De Pedis, con il quale aveva rapporti stretti sulla vendita di armi. De Pedis gli aveva raccontato che aveva ucciso Emanuela con una cravatta perché gli era stato chiesto questo favore e lo aveva portato in una sorta di cunicolo dove gli aveva indicato un muro dietro il quale si nascondevano i resti di Emanuela”.

 


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