Si è tenuta a Roma l’udienza preliminare per imputazione coatta nei confronti di Ranieri Guerra; Giuseppe Ruocco, Francesco Maraglino e Maria Grazia Pompa, negli scorsi anni Direttori Generali della Prevenzione e Segretario Generale del Ministero della Salute a partire dal 2013. Un’udienza che fa riferimento al filone romano della maxi inchiesta su cui da ormai diverso tempo lavora la Procura di Bergamo, che aveva indagato sulle responsabilità politiche e tecniche della gestione delle prime fasi della pandemia.
Un filone che è rimasto aperto grazie all’opposizione all’archiviazione proposta dai legali dei familiari delle vittime dell’Associazione #Sereniesempreuniti. L’accusa è quella del mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale, in vigore già a partire dal gennaio del 2020, e in generale dell’impreparazione del Paese a reagire all’emergenza sanitaria che era stata ampiamente annunciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Dal direttivo di #Sereniesempreuniti hanno commentato così la notizia: «A Roma al fianco dei nostri legali con molti dei nostri aderenti perché è un’azione che incarna il senso civico di tutti i cittadini che hanno perso qualcuno per la negligenza di questi tecnici o che hanno comunque rischiato di essere esposti al pericolo per la loro vita in conseguenza delle omissioni che sono perdurate negli anni contribuendo ad esporre l’Italia alla pandemia».
L’associazione #Sereniesempreuniti ha chiesto di essere autorizzata a costituirsi parte civile. Una giornata storica per i familiari che vedono per la prima volta portare in aula le loro istanze, dopo che le perizie tecniche dei professionisti incaricati dalla Procura di Bergamo avevano confermato che, se l’Italia si fosse preparata per tempo, non ci sarebbe stata una strage così come si è poi purtroppo verificata.














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