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Il 28 marzo 1993, esattamente 30 anni fa, la Roma di Vujadin Boskov si apprestava a giocare al “Rigamonti” contro il Brescia di Mircea Lucescu. Una partita incanalata già nel corso della prima frazione, con la Roma avanti per 2-0 dopo 26’ grazie alle reti di Caniggia e Mihajlovic.

Il risultato non cambierà più e quello che sembra essere un match complessivamente “anonimo” per la Roma, in realtà diventerà un momento storico. A 3’ dalla fine, infatti, Boskov decide di gettare nella mischia un ragazzino di 16 anni e mezzo, talento della Primavera che non aveva mai giocato tra i “grandi”.

Il suo nome è Francesco Totti, che rileva Rizzitelli ed esordisce così in Serie A. Quel giorno di inizio di primavera, dunque, segnerà l’inizio di una storia d’amore infinita tra le parti, con il “regazzino” lanciato poi definitivamente da Mazzone che diventerà non solo capitano, ma giocatore più forte e indiscutibilmente più rappresentativo della storia del club.

Nonostante le tante sirene di mercato nel corso degli anni, con il Real Madrid che avrebbe fatto carte false per averlo, Totti deciderà di vestire per tutta la carriera solo la maglia della Roma, con quel numero 10 ancora inutilizzato dal giorno del suo ritiro datato 28 maggio 2017.

Nel mezzo tanti bei momenti vissuti con i giallorossi, su tutti ovviamente l’indimenticabile 17 giugno 2001, giorno del terzo e finora ultimo scudetto della storia romanista.

vocegiallorossa


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