Gian Piero Gasperini lascia la conferenza alla vigilia di Roma-Atalanta in lacrime. Al termine di mezz’ora molto dura, ricordando il periodo dell’Atalanta, il tecnico si è commosso. In lacrime, voce spezzata, si è alzato e se ne è andato. Lasciando la sala, il mister piemontese ha sbattuto la porta con un calcio, subito dopo aver ripetuto: “Non sono una brutta persona se sono stato 9 anni a Bergamo e 8 a Genova”.
Ma cosa è successo? Quando il discorso si è spostato sul passato all’Atalanta, Gasperini si è tolto un paio di sassolini. Ha detto: “Se sono stati quasi 8 anni a Genova e 9 a Bergamo non sono una persona così brutta. Nell’Atalanta non c’erano solo giovani o ragazzini. Ma un gruppo di giocatori esperti, che poi è stato ampliato, integrato, cambiato. Ma non erano solo giovani”.
Nel finale, poi, Gasperini ha parlato di Antonio Percassi e della compattezza della sua “Dea”: “Quella è stata una cosa straordinaria, non solo per merito mio, ma anche della società. A un certo punto, questa società capacissima a operare in sintonia con l’allenatore… A un certo punto, questa sintonia, un po’ perché è cambiata la società, un po’ perché non c’era più il papà a cui ero sicuramente più legato…”. Poi le lacrime e l’uscita di scena.














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